Il personale è la tua fonte e il tuo investimento, perché sostituiscono la tua persona, o meglio ancora fanno delle cose che tu personalmente non arriverai mai a fare, sia per il tempo, per le tue capacità e abilità.
Prima di iniziare a trovare le idee per il tuo Ristorante cerca di capire che se le persone che hai intorno a te non eseguono bene i compiti assegnati, il consumatore finale, cioè l’ospite non sarà soddisfatto come tu vorresti che sia.
Devi diventare bravissimo a trattare con le persone che lavorano per te, tu sei responsabile del loro entusiasmo, devi stimarli e farli sentire orgogliosi che lavorano con te.
Perché loro parleranno del tuo ristorante, fuori del locale con tantissime persone, amici parenti, persone conosciute per caso.
Se vuoi sapere di più ho parlato di questo argomento nella mia Registrazione dei Sei Killet del Successo nel Ristorante
Bhè goditi questa scena di Benigni alle prese in un Ristorante…
Cosa ne dici? Interessante l’ultima battuta!
Grande Roberto, grazie di esistere…
Scusami! Posso farti una domanda personale.
Cosa può portare, secondo te, ad una persona a non eseguire bene il proprio compito?
Scrivimi tutto ciò che ti viene in mente in base anche alla tua esperienza personale nella casella qui sotto dei commenti.
Un caro saluto e alla prossima settimana
Pietro Didio
PS: grazie per ogni tuo commento













Bravo, hai detto bene, il personale sostituisce quello che il titolare non arriverebbe a fare, così il Titolare può concentrarsi su cose più importanti. Bello il video di Benigni, che si inchina fino a 90°, speciale. Questo articolo lo trovo molto istruttivo e centrato, la maggior parte dei Ristoranti non sa neppure cosa sia un Training per il personale, che sarebbe molto istruttivo. Ciao.
A te dico che formulerei la domanda così:
Cosa può portare, secondo te, una persona a non eseguire bene il proprio compito?
Rispondo dicendoti mancanza di esperienza, dato per scontata la sua motivazione a compierlo bene.
non so se vale la pena molte puntare sulla qualità,abbiamo sofferto quattro anni con la pizzeria,ora dopo il terremoto per forza di cose abbiamo dovuto cambiare locale agingendo la cucina con risultati ottimi per la cucina ma quasi disastrosi per gli incassi,non abbiamo più la pazienza di aspettare che la qualità faccia da passa parola Aspetteremo non abbiamo alternative!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao Roberto,
mi dispiace tanto per ciò che ti è successo. Mannaggia, immagino che come te ci sono altre persone che si sono trovate
nella stessa situazione. Di certo non è una cosa facile.
Sinceramente, adesso che ci penso, ammiro tantissimo le persone come te che hanno cercato in tutti modi di rialzarsi e di ricostruire una nuova attività, BRAVO…
Hai tutta la mia stima.
Rispondendoti al tuo commento posso dirti che personalmente con il termine qualità, non intendo solamente la qualità del cibo e della cucina. Per me qualità è soddisfare nei migliori dei modi le esigenze e i bisogni dell’ospite che è entrato nel Locale…
Ti invio un abbraccio augurandoti, ogni bene…
Buona giornata
Pietro
P.S.: per qualsiasi cosa, non hai che da chiedere…
Carissimo sig.r Roberto,
comprendo alla perfezione la tua reazione ad un mercato che non risponde.
Verso in una situazione sostanzialmente similare.
Si vuol dare ad intendere che gli scarsi risultati dipendano dall’inefficienza del gestore del locale.
Alcune volte potrebbe essere così, ma molte altre volte, come credo nel tuo e mio caso, l’insuccesso non può essere attribuibile al gestore perchè, ad esempio, non avrebbe un buon feeling con il personale, o magari perchè non accoglierebbe bene i clienti o per svariate altre ragioni.
Mi piacerebbe tanto, MA TANTO, passare di mano la gestione a chi crede d’avere le carte giuste da giocare. provando sul campo l’efficacia delle sue tesi… a costo di lasciargli per alcuni mesi l’ammontare degli incassi che sbordano da quelli consueti.
Se davvero queste persone modificassero in meglio l’andazzo del ristorante farei dieci passi indietro e mi chinerei alla loro professionalità… va da sè che, se nulla mutasse, dovrebbero essere loro a riesaminare il contenuto delle loro asserzioni ed a riconoscere che spesso si predicano favole, con ciò senza nulla togliere alle molteplici osservazioni fatte ed al buon giudizio che bisognerebbe avere nell’amministrare un’azienda dedita alla ristorazione, senza nulla togliere ai consigli offerti.
Credo sia deprimente sentirsi dire che se qualcosa non va come sperato la colpa sia sempre e solo l’incapacità del gestore.
Aspetto che si dica a Roberto qualcosa di essenzialmente più concreto, del tipo che non debba, dopotutto, farlo ancora sentire in colpa, come quando “piove sul bagnato.
Mariannagloria
Ciao Mariannagloria,
ti suggerisco di fare ciò che hai detto cioè di passare la gestione a chi crede d’avere le carte giuste da giocare.
Inizia a consultarti con loro.
Organizzati con loro…
Tu sei libera di filtrare le informazioni che ti arrivano.
Da parte mia, posso augurarti il meglio affinchè tu riesci a risolvere la situazione.
Pietro
Ciao Pietro,
Se fossi un’ingenua, sì… perchè al giorno d’oggi si trova di tutto, persino “chi crede d’avere le (tre?) carte giuste da giocare”… peccato che poi al posto dell’illusione potrebbe far capolino l’amara disillusione.
La mia è stata una battuta, per solidarizzare con Roberto.
Ovvio che, come gli altri, anch’io filtro le informazioni che mi giungono.
O non dovrei filtrarle, anche se non mi reputo ermeneuta?
Accetto però le sfide, possibili solo con chi non si trincera dietro proprie verità, del tipo che, magari, ritiene assolute (che è ciò che io considero dogmatico).
Troisi disse che le vie del Signore non sono infinite, ma “finite” ed ai miracoli sempre meno persone sono disposte a credere.
Se Roberto riterrà di raccontarci a fondo la sua preoccupazione, oltre che la sua amarezza, sarò lieta, insieme ad altri, di approfondire la tematica proposta, nel tentativo, quantomeno, di dare una spiegazione al fenomeno… poi, insieme ad altri, di ravvisare eventuali vie d’uscita, sempre che ve ne siano.
Saluti
Mariannagloria