Quando mi capita di andare in un ristorante, spero sempre tra me e me, di non trovare, al posto del menu, il solito cameriere con un bloc-notes e penna che, in tono FREDDO
, a metà tra l’annoiato e il frettoloso, mi domanda:
con cosa vuole cominciare? ![]()
Non avendo alcuna idea di cosa è servito in quel ristorante, titubante balbetto:
uh… un! No, non avrei idea!!!
Cosa mi suggerite?
A questo punto so benissimo di essere entrato in una strada rischiosa, di aver innescato una miccia MOLTO pericolosa.
Come un TRENO ad alta velocità, il cameriere mi elenca la lista degli antipasti e dei primi piatti, e se non lo fermo, continua con i secondi;
poi si FERMA,
mi guarda negli occhi con la penna già puntata sul foglietto bianco, pronto a scrivere aspettando la mia risposta.
SFIDO chiunque a ricordare e memorizzare quattro piatti buttati lì sul povero cliente, che avendo le idee sempre più confuse
pesca dalla memoria le poche parole che riesce a ricordare, unendole insieme creando improbabili abbinamenti
… pennette in umido, costata all’acqua pazza …
Il cameriere, sempre più impaziente e frettoloso
, mi ripete la sequenza dei piatti, e non so per quale motivo mi fa sentire come un alunno, interrogato che non si ricorda la poesia a memoria.
Un caloroso saluto
Pietro Didio












