Archive for the ‘TECNICHE DI VENDITA NEL RISTORANTE’ category

Colori, colori e ancora colori…

ottobre 3rd, 2011

Bene, ben ritrovato!!

Non sono impazzito, bò forse si non sò :)

In questo articolo affronteremo ” lo studio dei colori” (l’avevi capito?) in tal modo potrai pensare ai colori adatti da utilizzare nel tuo ristorante e da associare anche al tuo menu.
-”Di che colore potrei fare il mio ristorante?”
-”Qual è il colore che meglio si addice alla mia attività?”
E’ importante sapere, per chi non dovesse saperlo, che i colori hanno su di noi un impatto emozionale, suscitando delle reazioni di tipo psicologico sia in termini attrattivi, quando rimaniamo attratti per qualcosa, sia in termini repulsivi, quando ci discostiamo da qualcosa che non ci piace o non ci fa stare bene.
Quindi essere attratti da un colore piuttosto che sentirsi infastiditi da esso, è una sorta di spia che ci rileva sia come siamo interiormente e sia il nostro sato d’animo!

Perchè accade questo?

Tutto ciò accade perché i colori parlano al nostro inconscio.

Lo sapevi?

Dopo una serie di studi che ho affrontato, sono arrivato alla conclusione che sono stati messi a punto cinque colori di base (il rosso, il blu, il giallo, il verde e il bianco) e quattro colori ausiliari (il viola, il marrone, il grigio e il nero).
E’ molto interessante e anche molto bello capire come le persone si relazionano in base ai colori perché possano essere usati per comunicare e per indurre le persone ad avere un determinato stato emotivo.

Ti rendi conto?

Puoi decidere dello stato emotivo che il tuo cliente può provare entrando nel tuo ristorante vedendo il tovagliato o il colore del pavimento e così via…

Vediamo adesso un colore per volta.

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Vino e ancora… vino!!!

febbraio 27th, 2011

IL SERVIZIO DEI VINI

Il modo più elegante di presentare la bottiglia al cliente è quello di sorreggere il fondo con la mano sinistra, facendole appoggiare il collo sulle dita unite dalla mano destra.

Hai capito come tenere la bottiglia?

Prova a fare qualche esercizio, all’inizio può sembrare che sia difficile,

…che la bottiglia ti stia per cadere…

…fidati di me, ho insegnato a tante persone questa tecnica e non è mai successo che la bottiglia cadesse.

Può capitare che cade qualche goccia! Ma non ti preoccupare capita anche a me che sono anni che faccio la mescita del vino. ;)

Eh…si qualche volta una goccia cade sulla tovaglia bianca! Azzzzzzzzzzzzzz…

…e insieme alla goccia, sembra che cade il MONDO!

Hai mai provato questa senzazione? :-?

L’ETICHETTA deve essere bene in vista perché il cliente possa rendersi conto che gli viene servito quello che lui ha effettivamente ha ordinato; allo stesso scopo deve potersi rendere conto anche della perfetta integrità della bottiglia.

…la bottiglia  appena stappata (meglio se con un cavatappi professionale), si deve far assaggiare il vino alla persona che l’ha ordinato versandone una PICCOLA, Piccola quantità. Solo dopo il suo assenso si provvederà al servizio del vino prima a tutti gli ospiti (rispettando le priorità di servizio degli clienti seduti al tavolo)  e poi ultimare a colui/lei che inizialmente ha dato l’assenso senza MAI riempire i bicchieri fino all’orlo.

In genere, il livello del vino in un bicchiere deve andare dalla metà ai due terzi.

Ah…quante cose vorrei dire! ;)

Mi raccomando a non essere troppo informale (anche se dipende sempre dal tipo di cliente che ti trovi al tavolo)

A che temperatura va servito il vino?

Sai qualcosa? ;)

Si, no, n_i…

TEMPERATURE DI SERVIZIO DEI VINI

Ogni tipo di vino ha una sua ottimale temperatura di servizio che ne esalta i profumi e le qualità. Di norma e molto semplicisticamente,

i vini bianchi si servono freschi,

i rossi a temperatura ambiente.

Di seguito le temperature ideali per ogni vino:

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…il cliente!!!

gennaio 23rd, 2011

…mentre un cliente di passaggio è un tipo di persona che è meno facile da gestire rispetto ad un cliente abituale perché di lui non sai nulla è la prima volta che viene nel tuo locale.

Quindi devi essere molto discreto e nello stesso tempo premuroso.

Occupati di lui servendolo con cura è attenzione cercando di non trascurarlo, devi essere intelligente a capire ciò che ha BISOGNO.

Devi cercare di annoverarlo tra i tuoi clienti abituali e quindi devi dare tutta la tua stima in modoche  ritorna nel tuo locale.

Poi ci sono i turisti.

Per farti capire questa tipologia di persona, immagina tu di essere in un paese che non sia l’Italia ;) , in un luogo che non conosci, hai voglia di mangiare qualcosa e decidi di andare in quel ristorante…

=> => Entri.

Come ti senti?

Hai sicuramente la sensazione di incertezza, non sai cosa ti possono offrire.

Quindi attraverso questo esempio, mettiti nei panni del turista quando lui entra nel tuo locale, lui ha la stessa sensazione quando tu vai in un ristorante STRANIERO, perché

non conosce la tua cucina,

non sa se  mangerà bene,

non sa se si spende bene.

Quindi il Turista è una persona un po’ impaurita, il modo che PORTI  con lui deve essere cordiale, parlare in maniera chiara e semplice.

Ricordati che ha sempre la paura di essere imbrogliato, perché non parla la TUA  stessa lingua.

Devi essere il più chiaro possibile con i PREZZI.

E’ meglio suggerire specialità locali. :)

Chiaramente quando farai il tuo menu, la cosa molto bella è avere il tuo stesso menu in più LINGUE, in modo tale da farlo  sentire subito a  proprio agio e trasmettere una certa fiducia.

Lui ti farà meno domande, perché capirà attraverso il Menu l’offerta gastronomica.

Il gioco e l’armonia delle parti andrà molto, molto meglio… :)

L’anziano è una tipologia di persona che oggi giorno frequenta di più i locali.

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…qualcosa di magico in una pizzeria d’asporto!!!

ottobre 3rd, 2010

Vicino ad un appartamento dove vivevo qualche anno fà, si era aperta da poco tempo una piccola pizzeria d’asporto.

Passando da lì una sera dopo essere stato a scuola per tutta la giornata, mi fermo per un istante e dico tra me e me:

“Bè quasi …quasi, per cena mi faccio una pizza e me la mangio a casa. Così vedo com’è quel locale e se mi trovo bene, potrò anche approfittarne perché è vicino a casa mia”

Ordino la mia pizza preferita con salsiccia e funghi e da bere mi faccio mettere da parte una birra fresca. :)

Nel frattempo che aspetto, attacco bottone con un ragazzo che era al bancone. Un giovanotto allegro e simpatico e lì per lì, colgo l’occasione, per PRESENTARMI personalmente.

Arriva la pizza bella fumante, prendo la birra…

…pago il conto, ringrazio e vado a casa…

Dopo, forse, una quindicina di giorni, si ripete la stessa scena, torno da scuola con una fame bestiale e una voglia di cucinare pari a “zero”.

Mi avvicino alla pizzeria vedo un po’ di confusione. ;-)

“Che cosa faccio? Entro o non entro?”

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